
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2499, Data: martedì 14 luglio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2499, Data: martedì 14 luglio 2026
1. Otto morti e 32 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore
Il Ministero della Salute ha annunciato l’arrivo negli ospedali della Striscia di Gaza di 8 persone uccise, tra cui una deceduta in seguito alle ferite riportate, e di 32 feriti nelle ultime 24 ore a causa dell’offensiva israeliana.
Il Ministero ha riferito che, dal cessate il fuoco del 10 ottobre scorso, il numero delle vittime è salito a 1.108, mentre i feriti sono aumentati a 3.578. Inoltre, sono stati recuperati i corpi di 800 persone decedute.
2. Israele rilascia sette detenuti palestinesi di Gaza mentre continuano le sofferenze dei prigionieri
Le autorità israeliane hanno rilasciato sette detenuti palestinesi della Striscia di Gaza, dopo periodi di detenzione di diversa durata nelle carceri israeliane.
I detenuti liberati sono arrivati all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, nella città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, accompagnati dal personale del Comitato Internazionale della Croce Rossa, secondo fonti locali.
3. La guerra provoca perdite per 3,49 miliardi di dollari al settore agricolo di Gaza
Le perdite subite dal settore agricolo nella Striscia di Gaza hanno raggiunto circa 3,49 miliardi di dollari a causa della vasta distruzione provocata dalla guerra, determinando un collasso quasi totale della capacità produttiva agricola e danni a oltre l’85% delle sue componenti.
Il Ministero dell’Agricoltura ha dichiarato che le perdite complessive sono stimate in circa 3,49 miliardi di dollari, di cui 1,90 miliardi rappresentano danni diretti e 1,59 miliardi danni indiretti.
4. Centro per i diritti umani: l’espansione della “zona gialla” rivela un piano israeliano per imporre nuove realtà sul terreno a Gaza
Il Centro per i Diritti Umani di Gaza ha condannato il continuo ampliamento, da parte delle forze israeliane, della cosiddetta “zona gialla” nella parte orientale della Striscia di Gaza, affermando che ciò riflette una politica sistematica volta a imporre nuove realtà sul terreno con la forza, sottraendosi agli accordi in corso e consolidando il controllo militare su ulteriori aree della Striscia, preparando così nuove espulsioni forzate della popolazione civile.
Il Centro ha dichiarato che il proprio team sul campo ha documentato lunedì l’espansione della zona gialla nel quartiere di Shuja’iyya, a est di Gaza City, fino all’area del “Mercato delle Bancarelle”, attraverso lo spostamento di blocchi di cemento gialli che estendono ulteriormente le restrizioni militari imposte alla popolazione.
5. Israele consegna oltre dieci ordini di sospensione dei lavori edilizi e di sgombero di terreni a est di Jenin
Le forze israeliane hanno notificato ordini di sospensione dei lavori edilizi e di sgombero di terreni agricoli nel villaggio di Deir Abu Daif, a est di Jenin.
Secondo fonti locali, sono stati consegnati oltre dieci ordini di sospensione dei lavori, riguardanti anche abitazioni già abitate, oltre a notifiche per lo sgombero di terreni agricoli e il loro ripristino allo stato originario.
Israele continua le demolizioni e la consegna di ordini di demolizione e sospensione delle costruzioni in Cisgiordania, con l’obiettivo dichiarato dalle fonti di costringere i palestinesi a lasciare le proprie terre e abitazioni.
6. Video: feriti dopo una violenta aggressione contro palestinesi a Hebron
Video. Cinque palestinesi, tra cui tre bambini, sono rimasti feriti in seguito a una violenta aggressione compiuta da coloni israeliani, che li hanno picchiati e spruzzato spray al peperoncino contro di loro nel sud della città di Hebron, nella Cisgiordania occupata.
Europa
7. La Germania si oppone a nuove sanzioni europee contro Israele per gli insediamenti
Il governo tedesco ha annunciato la propria opposizione all’introduzione di nuove sanzioni dell’Unione Europea contro Israele in relazione all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania occupata, preferendo proseguire il dialogo con il governo israeliano anziché adottare misure punitive.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha dichiarato a Bruxelles che Berlino privilegia colloqui efficaci con Israele, aggiungendo che eventuali restrizioni o divieti sull’importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani dovrebbero essere approvati all’unanimità dagli Stati membri dell’UE.
8. Attivisti issano la bandiera palestinese sul Tower Bridge di Londra per chiedere la liberazione del dottor Abu Safiya
Attivisti filo-palestinesi hanno esposto la bandiera palestinese sul Tower Bridge di Londra chiedendo l’immediata liberazione del direttore dell’Ospedale Kamal Adwan di Gaza, il dottor Hossam Abu Safiya, detenuto da Israele dal 2024.
I partecipanti hanno inoltre esposto uno striscione con la scritta: “Liberate subito il dottor Hossam”. La polizia di Londra ha chiuso il ponte al traffico in entrambe le direzioni durante la manifestazione.
9. Il Sinodo della Chiesa d’Inghilterra vota a favore della solidarietà con i cristiani palestinesi
Il Sinodo Generale della Chiesa d’Inghilterra, riunito a York, ha approvato a larga maggioranza una mozione per esprimere solidarietà ai cristiani palestinesi.
La proposta è stata approvata con 253 voti favorevoli e 47 contrari dopo la discussione di un documento pubblicato dal movimento cristiano ecumenico palestinese “Kairos Palestine”.
10. Manifestazione di operatori sanitari in Canada per chiedere la liberazione di Abu Safiya
Decine di medici, infermieri e studenti si sono riuniti davanti al Victoria Hospital nella città di London, nella provincia canadese dell’Ontario, per protestare contro il rapimento del direttore dell’Ospedale Kamal Adwan, il dottor Hossam Abu Safiya.
I manifestanti hanno denunciato la politica di persecuzione e detenzione illegale sistematica del personale medico e infermieristico palestinese.
11. Commissione reale australiana apre le audizioni sulle presunte discriminazioni subite dai sostenitori di Israele nelle università
La Commissione Reale sull’antisemitismo e la coesione sociale, con sede a Melbourne, ha avviato la quarta sessione di audizioni raccogliendo testimonianze di membri della comunità ebraica e di studenti favorevoli a Israele.
Le audizioni, presiedute dall’ex giudice Virginia Bell, prevedono la testimonianza di nove persone, alcune sotto pseudonimo, e mirano, secondo i critici, a delegittimare il movimento di solidarietà studentesca con la Palestina e gli accampamenti di protesta nelle università australiane.
12. Accuse alla UEFA di complicità nella guerra in corso
La UEFA è accusata di complicità e di contribuire al “lavaggio d’immagine” delle azioni israeliane attraverso il mantenimento della federazione calcistica israeliana, che include squadre degli insediamenti considerati illegali nelle proprie competizioni ufficiali.
Secondo le accuse, la federazione israeliana sostiene inoltre l’esercito organizzando un “campionato della riserva” composto da 32 squadre che comprendono centinaia di soldati impegnati nella guerra nella Striscia di Gaza.
13. “Pal Action Canada” prende di mira un’azienda accusata di sostenere l’industria bellica israeliana
L’organizzazione “Palestine for Canada” ha protestato davanti alla sede della società manifatturiera Dishon Limited, a Concord, in Ontario, accusandola di sostenere la guerra e la pulizia etnica.
Secondo gli organizzatori, l’azienda avrebbe fornito macchinari industriali e attrezzature per saldatura destinati alla produzione e manutenzione di componenti per veicoli blindati e carri armati Merkava attraverso IMI Systems, controllata da Elbit Systems.
14. La polizia britannica trattiene l’attivista Matt Brannan davanti al tribunale penale
La polizia londinese ha trattenuto per oltre 40 minuti l’attivista e avvocato Matt Brannan davanti all’Old Bailey di Londra per verificare se le sue dichiarazioni pubbliche potessero configurare un reato di terrorismo ai sensi della legislazione vigente.
L’episodio è avvenuto il 10 luglio, dopo che Brannan aveva dichiarato: “Nel Regno Unito dire ‘io sostengo l’azione palestinese’ è considerato un reato”.
Internazionale
15. Video: deputato statunitense afferma che i coloni sono dei teppisti e che Israele mente
Video. Coloni armati hanno fermato una delegazione comprendente il deputato statunitense Ro Khanna mentre visitava comunità palestinesi in Cisgiordania. Tornato a Washington, il parlamentare ha raccontato pubblicamente quanto accaduto.
16. Si dimette il presidente di PEN America in protesta contro la posizione sul movimento BDS
Lo scrittore statunitense Dinaw Mengestu si è dimesso dalla presidenza di PEN America, definendo “immorale” la posizione dell’organizzazione contraria al movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS).
Le dimissioni sono arrivate poche ore dopo la pubblicazione di un rapporto contenente interviste a oltre 30 scrittori e agenti letterari israeliani che sostenevano di essere stati emarginati nel mondo editoriale internazionale.
17. Due strade di Chicago rinominate in onore della Palestina
Attivisti della città di Chicago hanno rinominato Harlem Avenue in “Little Palestine” e la 87th Street in “Wadee Al-Fayoumi Way”, in omaggio alla lotta del popolo palestinese e ai suoi bambini.
L’iniziativa coincide con l’intitolazione ufficiale di una strada dell’Illinois al bambino palestinese-americano Wadee Al-Fayoumi, di sei anni, ucciso in un crimine d’odio dopo essere stato accoltellato 26 volte.
18. Il deputato democratico Ro Khanna accusa l’esercito israeliano di complicità con i coloni
Il deputato democratico Ro Khanna ha affermato che l’esercito israeliano mente per coprire gli attacchi dei coloni.
Secondo Khanna, i soldati hanno consentito a coloni armati di trattenere una delegazione composta da cittadini statunitensi durante una visita in Cisgiordania occupata e la versione ufficiale diffusa dall’esercito non corrisponde ai fatti.
19. Video: manifestanti davanti al New York Times accusano il giornale di sostenere la guerra
Video. Manifestanti a sostegno della Palestina si sono radunati davanti alla sede del New York Times, accusando il quotidiano di diffondere informazioni false e di essere complice della guerra in corso nella Striscia di Gaza.
