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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2498, data: lunedì 13 luglio 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2498, data: lunedì 13 luglio 2026

1. Otto martiri nelle continue violazioni israeliane nella Striscia di Gaza
Continuano le violazioni da parte delle forze di occupazione israeliane dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, attraverso bombardamenti, demolizioni ed esplosioni, oltre all’apertura del fuoco. L’aviazione israeliana ha effettuato raid in diverse aree della Striscia.
Negli ultimi sviluppi, quattro cittadini sono rimasti feriti in seguito a un attacco condotto da un drone israeliano a ovest del campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza.

Altri quattro cittadini sono stati uccisi e diversi sono rimasti feriti quando un drone israeliano ha lanciato tre missili contro un’officina di lavorazione del ferro nei pressi della società Al-Haddad, in via Al-Sina’a, a sud-ovest della città di Gaza.

2. Ufficio Informazione sui detenuti: grave peggioramento delle condizioni del detenuto Karkari, necessario un intervento urgente
L’Ufficio Informazione sui detenuti ha chiesto un intervento urgente per salvare la vita del detenuto Yassin Hilmi Karkari (49 anni), originario del villaggio di Salem, a est di Nablus, a causa del grave deterioramento delle sue condizioni di salute nelle carceri israeliane.
Secondo una dichiarazione diffusa domenica, Karkari è stato aggredito nel carcere di Ofer, riportando fratture alle costole e lesioni alla milza e ai reni, che hanno aggravato seriamente il suo stato di salute.

La famiglia del detenuto ha inoltre denunciato il continuo mancato accesso alle cure mediche, nonostante soffra di problemi cardiaci e di altre gravi patologie.

3. Il Ministero della Salute avverte: il servizio di ambulanze a Gaza rischia il collasso
Il Ministero della Salute ha avvertito che il settore dei trasporti sanitari e delle ambulanze è vicino alla “paralisi totale” a causa di una crescente crisi operativa che minaccia la continuità dei servizi medici.
Il ministero ha chiesto un urgente intervento internazionale per garantire materiali essenziali e nuove ambulanze, mentre aumentano i rischi per i pazienti e per il personale sanitario.

4. Coloni attaccano una famiglia a sud di Hebron; l’esercito impedisce l’arrivo dei soccorsi
Un gruppo di coloni ha aggredito la famiglia di Ibrahim Ismail Al-Jabour nella zona di Huwara, a est di Yatta, a sud di Hebron, picchiandone i membri e spruzzando spray al peperoncino, provocando diversi feriti.
Le forze israeliane hanno impedito a un’ambulanza di raggiungere il luogo dell’aggressione, ostacolando le cure ai feriti e fornendo contemporaneamente protezione ai coloni durante l’attacco.

L’episodio si inserisce in una crescente serie di aggressioni da parte dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania, spesso sotto la protezione delle forze israeliane.

5. 1.100 martiri dalla tregua nella Striscia di Gaza
Il Ministero della Salute palestinese a Gaza ha annunciato che negli ultimi 24 ore gli ospedali della Striscia hanno ricevuto due nuovi corpi di vittime e undici feriti a seguito degli attacchi israeliani.
Secondo il ministero, dal cessate il fuoco dell’11 ottobre il numero totale delle vittime è salito a 1.100, mentre i feriti sono 3.546. Sono inoltre state recuperate 800 salme.

6. Coloni attaccano il villaggio di Al-Mughayyir a est di Jenin
Un gruppo di coloni ha attaccato la periferia del villaggio di Al-Mughayyir, a est di Jenin.
Fonti locali riferiscono che l’attacco è avvenuto sotto la protezione dell’esercito israeliano. Gli abitanti del villaggio sono intervenuti per respingere l’aggressione, mentre i soldati israeliani hanno lanciato granate stordenti e lacrimogeni contro i residenti.

Nei giorni scorsi i coloni avevano installato un nuovo avamposto su terreni appartenenti al villaggio.

7. Comune di Gaza: il crollo delle reti fognarie e l’accumulo di macerie favoriscono la proliferazione dei roditori
Il portavoce del Comune di Gaza, Bassem Mahna, ha avvertito del peggioramento della crisi sanitaria e ambientale in città.
Ha spiegato che contenere la diffusione dei roditori è diventato quasi impossibile a causa delle enormi quantità di macerie e rifiuti accumulati.

Le esche velenose disponibili coprono solo una minima parte del fabbisogno reale. Attualmente la priorità è trasferire i cumuli di rifiuti nella parte meridionale della città, mentre le macerie sono stimate in circa 25 milioni di tonnellate.

8. Ufficio Informazione sui detenuti: 94 detenute nel carcere di Damon affrontano gravi condizioni sanitarie e umanitarie
L’Ufficio Informazione sui detenuti ha denunciato il deterioramento delle condizioni sanitarie e umanitarie delle detenute palestinesi nel carcere di Damon.
Secondo il comunicato, circa 94 donne sono vittime di negligenza medica, malnutrizione, repressione e privazione dei diritti fondamentali.

Tra loro vi sono donne incinte, pazienti oncologiche e altre detenute affette da gravi problemi di salute, mentre continua la politica di mancata assistenza sanitaria e di dure condizioni detentive.

Europa
9. Manifestazione a Stoccolma per chiedere la fine dell’offensiva israeliana su Gaza
Centinaia di persone hanno manifestato nella capitale svedese, Stoccolma, contro i continui attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, la violazione del cessate il fuoco e il mantenimento delle restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari.
I manifestanti si sono riuniti nella piazza Odenplan su invito di diverse organizzazioni della società civile, sventolando bandiere palestinesi e scandendo slogan contro Israele.

10. Manifestazioni a Galway e Dublino per chiedere il boicottaggio di Israele
Nei pressi dello stadio Pearse di Galway si è svolta una grande manifestazione organizzata da attivisti filo-palestinesi in concomitanza con la partita tra Galway United e Sligo Rovers.
I manifestanti hanno esposto immagini delle vittime della guerra a Gaza e cartelli che chiedono al governo irlandese e alla Federazione calcistica irlandese di boicottare le prossime partite della UEFA Nations League contro Israele, con lo slogan: “Fermate il gioco”.

Parallelamente, altri attivisti hanno protestato davanti allo stadio Croke Park di Dublino contro la sponsorizzazione delle competizioni sportive gaeliche da parte della compagnia assicurativa tedesca Allianz.

11. L’Australia prepara una legge per imporre alle università una definizione ufficiale di antisemitismo
Il ministro australiano dell’Istruzione, Jason Clare, ha annunciato l’intenzione del governo guidato da Anthony Albanese di modificare la legislazione federale per imporre rigorosi standard di governance alle università, obbligandole ad adottare una definizione ufficiale di antisemitismo.
Le nuove misure prevedono maggiori poteri per l’autorità di controllo delle università, inclusa la possibilità di imporre sanzioni economiche senza ricorrere ai tribunali, con l’obiettivo dichiarato di contrastare i “discorsi d’odio” e migliorare i meccanismi di denuncia e i procedimenti amministrativi contro studenti e dipendenti.

12. Sit-in sulla spiaggia di Aberdeen contro la partnership di Dana Petroleum
La Campagna scozzese di solidarietà con la Palestina (SPSC) di Aberdeen ha chiesto alla compagnia Dana Petroleum di ritirarsi immediatamente dal consorzio autorizzato dal governo israeliano a effettuare esplorazioni di gas nelle acque palestinesi occupate al largo della Striscia di Gaza.
La campagna ha accusato la società di contribuire allo sfruttamento delle risorse energetiche palestinesi a beneficio di Israele, mentre continua il blocco navale imposto alla Striscia dal 2009.

13. Tribunale australiano respinge il ricorso di un pianista licenziato per solidarietà ai giornalisti di Gaza
Il Tribunale federale australiano di Melbourne ha respinto il ricorso del pianista classico Jason Gillham contro la Melbourne Symphony Orchestra, che aveva annullato un suo concerto dopo le sue dichiarazioni di solidarietà ai giornalisti palestinesi uccisi.
Il giudice Graeme Hill ha ritenuto che la decisione dell’orchestra fosse giustificata dalla tutela dei propri interessi commerciali, respingendo l’accusa di discriminazione politica poiché Gillham era considerato un collaboratore indipendente.

14. La polizia reprime una protesta contro l’apertura di una fabbrica di munizioni a Berlino
La polizia di Berlino ha disperso una manifestazione a cui hanno partecipato oltre 8.000 persone nel quartiere Wedding per protestare contro la costruzione di un nuovo impianto destinato alla produzione di munizioni per Israele.
Gli agenti hanno fatto ricorso alla forza, effettuando numerosi arresti dopo aver circondato il corteo con il pretesto della presenza di manifestanti mascherati. Il percorso originario della manifestazione è stato modificato.

15. Continuano le proteste davanti alla principale fabbrica di armi tedesca
Nel quartiere Wedding di Berlino sono proseguite le proteste del gruppo “Pacificamente contro il genocidio”.
I manifestanti si sono radunati davanti allo stabilimento della Rheinmetall esponendo immagini della devastazione di Gaza.

L’azienda, il maggiore produttore di armi della Germania, è accusata di fornire a Israele munizioni da 120 mm per carri armati, impiegate nelle operazioni militari nella Striscia di Gaza.

16. Proteste a Dublino e Galway contro Allianz e contro le partite con Israele
Attivisti solidali con la Palestina hanno manifestato davanti allo stadio Croke Park di Dublino chiedendo la fine della sponsorizzazione dello sport irlandese da parte di Allianz, accusata di investire in aziende collegate all’occupazione, tra cui la società israeliana Elbit Systems.
Altre manifestazioni si sono svolte presso la sede della Federazione calcistica irlandese e allo stadio Pearse di Galway per chiedere il boicottaggio delle partite della UEFA Nations League contro Israele.

17. Manifestazione a Oslo contro la guerra e in memoria di un bambino palestinese
I partecipanti si sono riuniti nella capitale norvegese per commemorare il compleanno del bambino palestinese Khaled, che avrebbe dovuto compiere dieci anni.
I manifestanti hanno sottolineato che i bambini di Gaza non sono semplici numeri, ma persone con un nome, una famiglia e sogni distrutti.

Durante l’iniziativa hanno chiesto la fine immediata delle uccisioni, la protezione dei civili e l’accertamento delle responsabilità dei leader israeliani per la morte dei bambini e la distruzione del loro futuro.

Internazionale
18. Candace Owens: “Sembra che il nostro Paese sia occupato da Israele”
La commentatrice statunitense Candace Owens ha lanciato dure critiche alla politica estera degli Stati Uniti, contestando il continuo sostegno finanziario, militare e politico fornito a Israele.
Owens ha dichiarato che il livello di influenza esercitato dalle lobby filo-israeliane all’interno dell’amministrazione americana fa sembrare “come se gli stessi Stati Uniti fossero un Paese occupato”.

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