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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2497, Data: domenica 12 luglio 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2497, Data: domenica 12 luglio 2026

1. Tre martiri mentre Israele viola nuovamente il cessate il fuoco a Gaza

Almeno tre palestinesi sono stati uccisi, uno dei quali è morto in seguito alle ferite riportate, mentre l’esercito israeliano ha ripreso i bombardamenti sulla Striscia di Gaza, violando l’accordo di cessate il fuoco.

Una fonte locale ha riferito che il giovane Hani Amr Abu Shabab è stato ucciso dal fuoco delle forze israeliane nella zona di Al-Satr Al-Gharbi, a nord-ovest di Khan Younis.

Fonti mediche hanno inoltre riferito del trasferimento di un altro morto e di diversi feriti dopo che aerei israeliani hanno effettuato quattro raid contro un veicolo sul ponte di Wadi Gaza, a nord-ovest del campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia. Successivamente è stato identificato come Hassan Mustafa Zuhair Al-Razayna, di 21 anni.

2. Arresti e aggressioni durante incursioni serali israeliane in Cisgiordania
Le forze israeliane hanno proseguito le incursioni e le operazioni militari in diverse aree della Cisgiordania, effettuando arresti nella città di Qalqilya e raid in numerosi villaggi del governatorato di Ramallah e Al-Bireh, oltre ad aver aggredito un giovane al posto di blocco di Al-Jalama, a nord di Jenin.

A Qalqilya sono stati arrestati quattro giovani: Elias Al-Shanti, Adam Al-Shanti, Ahmad Sa’sa e Mohammad Al-Basha, mentre si trovavano nei pressi dell’area di Al-Marj, circondata dal muro di separazione a est della città.

Nel governatorato di Ramallah e Al-Bireh le forze israeliane hanno fatto irruzione nei villaggi di Kafr Ni’ma, Bil’in, Deir Ibzi’, Ein Arik, Kharbatha Bani Harith, Ajjul, Arura, Abwein e Jaljulia, senza effettuare arresti.

3. Una detenuta palestinese denuncia l’aumento degli abusi contro le prigioniere nelle carceri israeliane
L’avvocato Hassan Abadi ha reso nota la testimonianza della detenuta palestinese Shahd Mohammad Ahmad Adi, 23 anni, dopo averla visitata in carcere.

La giovane, laureata in infermieristica e detenuta dal 25 marzo scorso, ha raccontato di essere stata sottoposta a gravi maltrattamenti fin dal momento dell’arresto, affermando di essere stata costretta sotto minaccia a togliersi il jilbab in condizioni di freddo intenso.

4. Il Centro “Himaya” ritiene Israele legalmente responsabile di qualsiasi ostacolo alle elezioni
Il Centro per i Diritti Umani “Himaya” ha dichiarato che Israele sarà pienamente responsabile, sul piano giuridico, di qualsiasi misura o restrizione che ostacoli lo svolgimento delle elezioni, in particolare a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza durante l’attuale fase di transizione.

Il centro ha ricordato che il presidente Mahmoud Abbas ha emanato l’8 luglio 2026 un decreto che indice le elezioni legislative per il 28 novembre 2026, definendolo un importante passo costituzionale verso la fine della divisione politica, il ripristino della vita democratica e il rafforzamento dello Stato di diritto.

5. Video: un palestinese affronta un colono armato a Ramallah
Un giovane palestinese affronta con coraggio un gruppo di coloni, uno dei quali armato di pistola, durante l’irruzione nel villaggio di Beitillu, a ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.

Europa
6. Video: un giovane riprende la bandiera palestinese da un poliziotto a Berlino
Durante una manifestazione di solidarietà con Gaza, un giovane ha recuperato una bandiera palestinese confiscata dalla polizia di Berlino, l’ha strappata dalle mani di un agente e l’ha posta sulle proprie spalle.

7. La Spagna apre un’indagine contro comandanti dell’esercito israeliano
L’Alta Corte Nazionale spagnola ha aperto un’indagine nei confronti di diversi ufficiali israeliani, tra cui il capo di stato maggiore Eyal Zamir, per l’intercettazione della “Flottiglia Mondiale della Resilienza” in acque internazionali nell’ottobre 2025, mentre trasportava aiuti umanitari destinati a Gaza.

L’indagine è stata avviata dopo una denuncia presentata da partiti e organizzazioni spagnole. Il giudice Francisco de Jorge ha disposto accertamenti per presunta detenzione illegale degli attivisti, sottolineando che la presenza di navi battenti bandiera spagnola conferisce competenza alla magistratura spagnola.

8. La giustizia australiana annulla le leggi contro le proteste pro-Palestina e costa al governo mezzo milione di dollari
Il governo dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud e la polizia hanno subito perdite legali vicine al mezzo milione di dollari australiani dopo aver perso diverse cause intentate da gruppi di solidarietà con la Palestina.

I tribunali hanno invalidato le severe norme adottate per limitare le manifestazioni, introdotte in occasione della visita del presidente israeliano Isaac Herzog a Sydney.

9. I ministri degli Esteri dell’UE discutono il divieto dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani
A Bruxelles i ministri degli Esteri dell’Unione Europea stanno valutando una proposta per vietare l’importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

L’iniziativa è sostenuta soprattutto da Irlanda, Paesi Bassi e Spagna e coincide con le critiche dell’ONU all’espansione degli insediamenti, ritenuta responsabile della più grave crisi di sfollamento in Cisgiordania dal 1967.

10. Iniziativa parlamentare in Italia contro un soldato israeliano accusato di genocidio a Gaza
La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha chiesto ai ministri della Giustizia e dell’Interno di riferire con urgenza sulla presenza in Italia di un militare israeliano in licenza, accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio nella Striscia di Gaza.

L’iniziativa segue una denuncia presentata dalla Fondazione Hind Rajab contro il soldato Arik Ben Asoulin del Battaglione 749 del Genio militare israeliano.

11. Attivisti salgono sul tetto della Federazione calcistica irlandese contro le partite con Israele
Un gruppo di attivisti appartenenti al movimento repubblicano di sinistra Éirígí è salito sul tetto della sede della Federazione calcistica irlandese a Dublino Ovest per protestare contro la decisione di disputare partite della Nations League contro Israele.

Gli attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta: “La Federazione irlandese è codarda – Fermate la partita!”, accanto alle bandiere irlandese e palestinese.

12. Un tribunale francese ordina la rimozione della bandiera palestinese da un municipio vicino a Lione
Il tribunale amministrativo di Lione ha ordinato al comune di Vaulx-en-Velin di rimuovere immediatamente la bandiera palestinese esposta sul municipio, ritenendo che violi il principio di neutralità delle istituzioni pubbliche.

È stata inoltre prevista una sanzione di 100 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordine.

13. La Germania approva un disegno di legge per tutelare il diritto all’esistenza di Israele
Il Bundesrat ha approvato un progetto di legge che rende reato gli appelli pubblici alla distruzione di Israele o la negazione del suo diritto a esistere, prevedendo pene fino a cinque anni di carcere o multe, qualora tali dichiarazioni siano considerate incitamento all’antisemitismo o alla violenza.

Esperti di diritto e accademici hanno espresso preoccupazione per il possibile contrasto con la libertà di espressione garantita dalla Costituzione tedesca.

14. La polizia britannica perquisisce le case di attivisti pro-Palestina e arresta cinque persone
La polizia britannica ha effettuato perquisizioni in almeno cinque abitazioni di attivisti filo-palestinesi, arrestando cinque persone accusate di aver diffuso online video di sostegno a un movimento contrario all’armamento di Israele, dichiarato illegale dalle autorità britanniche.

Tra i destinatari delle perquisizioni figura anche John, giovane disabile noto per essere stato aggredito dalla polizia durante il congresso del Partito Laburista a Liverpool.

15. Deputata spagnola denuncia il doppio standard dell’Occidente e chiede la fine dell’occupazione
La parlamentare spagnola Laura Ballarín, intervenendo in aula con il proprio bambino in braccio, ha criticato il diverso atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti delle uccisioni di bambini palestinesi rispetto alla rapidità con cui sono state adottate misure nel caso della guerra in Ucraina.

16. Attivisti bloccano per tre ore un’azienda coinvolta nella fornitura di armi a Israele nel Regno Unito
Gli attivisti della campagna “Disarm Bristol” hanno bloccato il centro logistico della DSV Road ad Avonmouth, che collabora con l’azienda israeliana Elbit Systems.

Secondo gli organizzatori, l’azione ha impedito per tre ore il passaggio di mezzi che trasportavano armi e componenti militari destinati all’esercito israeliano.

Notizie internazionali
17. Organizzazione sionista prende di mira un’insegnante americana alle Hawaii per aver indossato la kefiah
L’organizzazione StopAntisemitism ha lanciato una campagna contro Marissa Ibrahim Pangilinan, insegnante di scuola dell’infanzia a Honolulu, per aver indossato una kefiah palestinese sul posto di lavoro.

L’organizzazione sostiene che la kefiah sia associata alla violenza e ha chiesto alla scuola di sanzionare o licenziare l’insegnante.

18. Un quarto degli ebrei americani ritiene che Israele stia commettendo un genocidio a Gaza
Un sondaggio realizzato da Associated Press e dal NORC Center for Public Affairs Research evidenzia profonde divisioni all’interno della comunità ebraica statunitense.

Circa un quarto degli intervistati ritiene che Israele stia commettendo un genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, percentuale che sale a circa il 40% tra gli ebrei che si identificano principalmente sul piano culturale o etnico piuttosto che religioso.

19. Coloni trattengono un deputato americano in Cisgiordania
Il deputato democratico Ro Khanna ha dichiarato che coloni israeliani armati con fucili di fabbricazione statunitense lo hanno trattenuto durante una visita in Cisgiordania.

Secondo Khanna, l’episodio gli ha mostrato direttamente gli effetti dell’occupazione sulla popolazione palestinese.

20. Petizione firmata da 4.000 sostenitori chiede al Giappone di escludere Israele da una gara per droni
Il movimento di boicottaggio in Giappone ha lanciato una petizione rivolta al Ministero della Difesa e alle aziende Sumitomo e NASS affinché interrompano l’acquisto di droni d’attacco da Israele.

La campagna sostiene che tale accordo renderebbe Tokyo “complice del genocidio” contro i palestinesi a Gaza. L’iniziativa segue il successo ottenuto nel febbraio 2026, quando la Israel Aerospace Industries (IAI) ritirò la propria candidatura da una precedente gara d’appalto dopo una forte pressione dell’opinione pubblica.

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