
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2490, Data: domenica 5 luglio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2490, Data: domenica 5 luglio 2026
1. Sanità a Gaza: 16 morti e 16 feriti arrivati negli ospedali nelle ultime 48 ore
Il Ministero della Sanità della Striscia di Gaza ha annunciato che nelle ultime 48 ore sono giunti negli ospedali del territorio 16 morti e 16 feriti, mentre continuano le conseguenze della guerra e restano difficili le operazioni di recupero di numerose vittime.
Nel rapporto statistico quotidiano, il ministero ha precisato che i deceduti comprendono sei nuove vittime, una persona morta in seguito alle ferite riportate in precedenza e nove corpi recuperati dalle macerie.
Il bilancio complessivo dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, è salito a 73.090 morti e 173.553 feriti.
1. Gli Ulema della Palestina: l’occupazione è passata a una nuova fase della guerra contro i riti e i luoghi sacri dell’Islam
L’Associazione degli Ulema della Palestina ha avvertito che Israele è passato dal colpire le persone e la terra a una nuova fase della guerra contro i riti religiosi e i luoghi santi dell’Islam.
Secondo l’organizzazione, gli attacchi contro moschee, copie del Corano, il richiamo alla preghiera (adhan), la Moschea di al-Aqsa e la Moschea di Ibrahim costituiscono un’aggressione sistematica contro l’identità dell’intera comunità islamica e non soltanto contro il popolo palestinese.
L’associazione ha affermato che il progetto volto a limitare la diffusione dell’adhan, insieme agli attacchi contro la Moschea di al-Aqsa e all’accelerazione della “giudaizzazione” della Moschea di Ibrahim, segnala una nuova fase diretta contro gli stessi riti islamici.
1. Dal 7 ottobre Israele ha emesso 114 ordini militari per confiscare terreni in Cisgiordania
L’Ufficio nazionale per la difesa della terra e la resistenza agli insediamenti ha dichiarato che le autorità israeliane hanno intensificato l’uso degli ordini militari come strumento per espandere gli insediamenti in Cisgiordania occupata.
Dal 7 ottobre 2023 sono stati emessi 114 ordini militari per la confisca di terreni, un numero pari a quello emanato complessivamente nei vent’anni precedenti.
1. Israele trasforma una casa in una base militare ad Arabuna, a est di Jenin
Le forze israeliane hanno trasformato una casa nel villaggio di Arabuna, a est di Jenin, in una base militare dopo averla occupata con la forza e aver costretto i proprietari a lasciarla.
Secondo fonti locali, i soldati hanno fatto irruzione nel villaggio, occupando diversi quartieri, quindi hanno preso possesso della casa di Shadi Abu al-Hassan, composta da due piani, costringendo lui e la sua famiglia ad abbandonarla immediatamente senza poter portare con sé i beni essenziali.
1. La Federazione Palestinese rende noto il numero degli operatori sportivi uccisi durante la guerra a Gaza
Il segretario generale della Federazione Palestinese dei Media Sportivi, Mustafa Siyam, ha dichiarato che l’esercito israeliano ha ucciso circa 1.012 palestinesi appartenenti al movimento sportivo, giovanile e scout nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023.
Tra le vittime figurano oltre 560 calciatori, allenatori e arbitri affiliati alla Federazione calcistica palestinese.
1. Ampia campagna di incursioni israeliane: arresti e attacchi dei coloni
Le forze israeliane hanno condotto una vasta serie di incursioni in diverse province della Cisgiordania, effettuando perquisizioni domiciliari e arresti, mentre coloni israeliani hanno compiuto aggressioni in varie località sotto la protezione dell’esercito.
Le operazioni hanno interessato Ramallah, al-Bireh, Nablus e Qabatiya, a sud di Jenin.
1. “La Moschea di Ibrahim è diventata un laboratorio di giudaizzazione”
L’esperto di affari di Gerusalemme Ziyad Ibhais ha affermato che Israele utilizza la Moschea di Ibrahim a Hebron come un “laboratorio” per sperimentare misure volte a ridurre la presenza islamica e ad assumere gradualmente il controllo dei luoghi santi, in vista dell’applicazione dello stesso modello alla Moschea di al-Aqsa.
Secondo Ibhais, Israele ha trasferito la gestione del santuario dal Waqf palestinese al consiglio dell’insediamento di Kiryat Arba, impedendo contemporaneamente i lavori di manutenzione, limitando il ruolo dei responsabili della moschea, imponendo nuovi progetti di giudaizzazione, consolidando la divisione temporale e spaziale del sito, vietando ripetutamente il richiamo alla preghiera e riducendo i diritti dei musulmani nell’utilizzo del luogo di culto.
1. Centro Palestina: le donne vengono prese sistematicamente di mira; 770 arresti dall’inizio della guerra
Il Centro Palestina per gli Studi sui Prigionieri ha dichiarato che le autorità israeliane prendono sistematicamente di mira le donne palestinesi attraverso arresti e maltrattamenti.
Dall’inizio della guerra sono stati documentati oltre 770 arresti di donne e ragazze, di cui 109 nei primi sei mesi dell’anno in corso.
Il Centro ha sottolineato che gli arresti delle donne palestinesi costituiscono una politica costante dall’inizio dell’occupazione dei territori palestinesi, ma che si sono intensificati notevolmente dopo il 7 ottobre 2023, coinvolgendo centinaia di persone di tutte le età, comprese minorenni e anziane.
1. L’istruzione a Gaza: tre anni di collasso minacciano il futuro di un’intera generazione
La guerra ha devastato completamente il settore dell’istruzione nella Striscia di Gaza, con scuole, università e strutture educative distrutte o rese inutilizzabili, causando l’interruzione dell’attività scolastica in tutto il territorio.
Ahmed Ayesh al-Najjar, direttore delle relazioni pubbliche del Ministero dell’Istruzione di Gaza, ha dichiarato che migliaia di studenti sono stati privati dell’accesso all’istruzione per lunghi periodi a causa dei bombardamenti, degli sfollamenti continui, della difficoltà di raggiungere le scuole temporanee e della perdita o dell’impossibilità per molti insegnanti di svolgere il proprio lavoro.
Europa
1. Senatore australiano accusa Israele di crimini a Gaza
Il senatore australiano David Pocock ha accusato Israele di aver commesso crimini contro i bambini palestinesi, affermando che la tragedia di Gaza non ha precedenti.
Durante una seduta del Senato ha dichiarato che i soldati israeliani sparano deliberatamente agli arti dei bambini “come se fosse un gioco di addestramento al tiro”.
Ha inoltre richiamato un’inchiesta delle Nazioni Unite sulle violazioni commesse a Gaza, sostenendo che circa 20.000 bambini palestinesi sono stati uccisi.
1. Video: studenti lasciano la cerimonia di laurea in protesta contro la guerra a Gaza
Studenti dell’Università di Edimburgo, in Scozia, hanno abbandonato la propria cerimonia di laurea per protestare contro gli investimenti dell’università, pari a 50,3 milioni di sterline, in aziende accusate di sostenere finanziariamente la guerra a Gaza.
1. Nuova legge britannica amplia i poteri del Ministro dell’Interno contro la solidarietà con la Palestina
Una nuova legge britannica criminalizza direttamente il lavoro giornalistico e umanitario prevedendo pene detentive da 10 a 14 anni per chi cita o comunica con fazioni palestinesi.
La normativa considera anche lo scambio di informazioni giornalistiche come una forma di “beneficio materiale” perseguibile e, secondo i critici, non garantisce adeguata tutela ai corrispondenti.
1. Proteste davanti al teatro di Bath contro lo spettacolo “Allegra”
Attivisti hanno manifestato davanti al teatro della città inglese di Bath contro lo spettacolo “Allegra”, contestando la partecipazione di un’artista israeliana.
Le proteste hanno portato alcuni spettatori a chiedere il rimborso dei biglietti e sono destinate a proseguire anche a Londra, dove lo spettacolo resterà in scena per un mese.
1. Richieste di espulsione dell’ambasciatore israeliano in Australia
In Australia sono aumentate le richieste di espulsione dell’ambasciatore israeliano Hillel Newman dopo che attivisti australiani della Freedom Flotilla hanno denunciato di aver subito aggressioni fisiche e sessuali da parte delle forze israeliane.
L’ambasciatore ha respinto la richiesta del governo australiano di avviare un’indagine, definendola “una perdita di tempo”, suscitando forti reazioni.
1. Continua la campagna per porre fine al gemellaggio di Ixelles con un insediamento israeliano
Attivisti hanno proseguito la mobilitazione per chiedere la cessazione definitiva del gemellaggio tra il comune belga di Ixelles e l’insediamento israeliano di Megiddo, costruito su territori palestinesi occupati.
Una nuova manifestazione è prevista per il 17 settembre.
1. Genitori britannici lanciano una campagna in difesa del diritto di sostenere la Palestina
L’associazione “Parents for Palestine”, sostenuta da una componente del sindacato degli insegnanti (NEU), ha lanciato una campagna contro una revisione governativa sull’antisemitismo nelle scuole e nei college inglesi.
Secondo gli organizzatori, le future raccomandazioni potrebbero limitare la critica al progetto sionista e confondere la critica alle politiche del governo israeliano con l’antisemitismo.
1. In Irlanda cresce la richiesta di boicottare la partita contro Israele
La Federazione calcistica irlandese (FAI) sostiene che un eventuale boicottaggio delle partite della nazionale contro Israele nella Nations League potrebbe comportare perdite economiche di circa 10,3 milioni di euro, oltre a gravi danni per il calcio irlandese.
La federazione ha inoltre avvertito che il ritiro comporterebbe una penalizzazione automatica di sei punti e il rischio di esclusione dalla competizione.
1. Università irlandese chiusa per 48 ore durante la visita della Presidente della Commissione europea
L’University College Cork è rimasta chiusa per 48 ore a causa delle proteste scoppiate durante la visita della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Studenti e personale hanno manifestato accusando l’Unione europea di non affrontare adeguatamente la crisi umanitaria a Gaza.
Internazionale
1. Condanna per sette manifestanti che bloccarono il Golden Gate in protesta contro la guerra a Gaza
Una giuria di San Francisco ha riconosciuto colpevoli sette manifestanti filo-palestinesi che nell’aprile 2024 bloccarono il Golden Gate Bridge per oltre quattro ore.
Sono stati condannati per diversi reati minori, mentre la giuria non ha raggiunto un verdetto sull’accusa più grave di cospirazione.
1. Una campagna di pressione induce il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ad annullare la visita negli Stati Uniti
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha annullato la visita ufficiale negli Stati Uniti, dove avrebbe dovuto partecipare a un vertice delle Nazioni Unite dedicato ai capi delle forze di polizia.
La decisione è arrivata dopo una campagna promossa dall’Hind Rajab Foundation e dal Palestinian Youth Movement, che hanno chiesto il suo arresto e processo per presunti crimini di guerra.
1. Hossam Hassan espone la bandiera palestinese durante i festeggiamenti della nazionale egiziana
L’allenatore della nazionale egiziana, Hossam Hassan, ha esposto la bandiera palestinese sul campo dello stadio AT&T negli Stati Uniti dopo la qualificazione dell’Egitto agli ottavi di finale della Coppa del Mondo 2026, come gesto di solidarietà con la causa palestinese.
1. Mille giorni di guerra a Gaza: crescono l’isolamento internazionale di Israele e la solidarietà verso la Palestina
A mille giorni dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, si registrano cambiamenti sempre più evidenti nell’atteggiamento della comunità internazionale nei confronti di Israele, con un aumento delle critiche politiche e da parte delle organizzazioni per i diritti umani, una crescente pressione giuridica internazionale e un rafforzamento dei movimenti di solidarietà con la Palestina.
Secondo varie analisi riportate dai media israeliani, cresce la preoccupazione per il deterioramento dell’immagine internazionale di Israele e per il calo del sostegno, in particolare nell’opinione pubblica occidentale.
Gli sviluppi politici più recenti indicano inoltre un graduale cambiamento nella posizione di alcuni Paesi occidentali, che stanno passando dal tradizionale sostegno a Israele a richieste più esplicite di una cessazione definitiva della guerra, di indagini indipendenti sulle violazioni commesse contro i civili e di responsabilità giuridica per i responsabili dei crimini avvenuti nella Striscia di Gaza.
