
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2494, data: giovedì 9 luglio 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2494, data: giovedì 9 luglio 2026
1. 10 morti a Gaza: Israele continua a violare l’accordo di cessate il fuoco
Continuano le violazioni da parte di Israele dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, attraverso bombardamenti, demolizioni ed esplosioni controllate, oltre a colpi d’arma da fuoco. L’aviazione israeliana ha effettuato raid in diverse aree della Striscia.
È stata annunciata la morte di un civile e il ferimento di altre persone in seguito al bombardamento di un veicolo a ovest della città di Gaza.
Successivamente è stata annunciata la morte di un bambino, colpito dai soldati israeliani.
Altri due civili sono morti in un attacco aereo israeliano nel quartiere di Sheikh Radwan, a ovest della città di Gaza.
Quattro persone sono morte e altre sono rimaste ferite in un bombardamento dell’aviazione israeliana contro una tenda che ospitava sfollati nella zona del mattatoio, a sud della città di Khan Younis.
2. Rilasciati 15 detenuti della Striscia di Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom
Le forze israeliane hanno rilasciato 15 detenuti della Striscia di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023. I detenuti sono stati trasferiti all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, a Deir al-Balah, per ricevere cure mediche, accompagnati dal personale del Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Fonti locali hanno riferito che gli ex detenuti sono rientrati nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom dopo essere stati liberati dal carcere di Ofer.
3. Medici per i Diritti Umani: la risposta del governo israeliano solleva interrogativi sul medico Abu Safiya
L’organizzazione “Medici per i Diritti Umani” ha dichiarato che la risposta del governo israeliano alla Corte Suprema, relativa al ricorso per il rilascio di 14 medici palestinesi della Striscia di Gaza, ha sollevato gravi interrogativi sulle condizioni di salute del medico detenuto Hossam Abu Safiya, sottolineando che non contiene risposte alle accuse riguardanti il suo stato di salute.
L’organizzazione ha spiegato che il governo israeliano sostiene che una revisione interna non abbia rilevato alcun pericolo per la vita di Abu Safiya, aggiungendo che il medico è stato sottoposto a diversi controlli sanitari dopo il trasferimento nel reparto sotterraneo “Rakevet” del carcere di Nitzan, senza però chiarire i motivi degli esami, i loro risultati o il loro legame con l’affermazione secondo cui la sua vita non sarebbe in pericolo.
4. La Protezione Civile di Gaza chiede un intervento urgente per riparare i veicoli fuori uso da 12 giorni
La Direzione Generale della Protezione Civile nella Striscia di Gaza ha lanciato un appello urgente all’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) e a tutte le organizzazioni umanitarie internazionali affinché intervengano con il supporto necessario per riparare i mezzi della Protezione Civile guasti presso il centro di Rimal.
I veicoli sono fuori servizio da dodici giorni consecutivi, compromettendo la capacità di rispondere alle richieste di soccorso.
5. Israele costringe quattro famiglie ad abbandonare Khirbet Asaid, a ovest di Jenin
Le forze israeliane, accompagnate da coloni, hanno costretto quattro famiglie palestinesi ad abbandonare le proprie abitazioni nel villaggio di Khirbet Asaid, appartenente alla località di Ya’bad, nel governatorato di Jenin, dopo aver fatto irruzione nella zona e aggredito i residenti.
La cittadina Suhaila Obeid ha riferito che i coloni hanno preso d’assalto le abitazioni e aggredito gli abitanti, prima che l’esercito israeliano entrasse nelle case costringendo le quattro famiglie a lasciarle.
6. L’Associazione del trasporto privato di Gaza verso la chiusura dei valichi in protesta contro gli attacchi ai conducenti
Il vicepresidente dell’Associazione dei proprietari delle aziende di trasporto privato nella Striscia di Gaza, Jihad Aslim, ha annunciato l’intenzione dell’associazione di chiudere i valichi di frontiera e sospendere le attività in segno di protesta contro il continuo attacco ai conducenti da parte delle forze israeliane.
Aslim ha dichiarato che l’autista Ahmad Nasser Aslim è stato ucciso dal fuoco dell’esercito israeliano sul lato israeliano del valico di Kerem Shalom. L’uomo lavorava come autista al valico ed è stato colpito dopo aver terminato le operazioni di carico delle merci mentre si dirigeva verso la Striscia di Gaza.
7. Sit-in davanti al Complesso Medico Nasser per chiedere medicinali per il sistema sanitario di Gaza
Decine di attivisti e cittadini hanno partecipato a un sit-in davanti al Complesso Medico Nasser, nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, per chiedere la fornitura di medicinali, attrezzature mediche e sostegno al sistema sanitario.
I partecipanti, riuniti su iniziativa delle fazioni nazionali e islamiche, hanno esposto striscioni che invitano la comunità internazionale a soddisfare le necessità del settore sanitario per salvare i malati e i feriti.
8. Il Club dei Prigionieri: Israele ha tentato di uccidere il detenuto Ghassan Zawahra sparandogli tre volte
Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha ritenuto il sistema carcerario israeliano pienamente responsabile del tentativo di uccisione del detenuto Ghassan Ibrahim Zawahra, originario del campo profughi di Dheisheh, nel governatorato di Betlemme, affermando che quanto accaduto equivale a un tentativo deliberato di omicidio compiuto dalle unità repressive dell’amministrazione penitenziaria.
Secondo il Club, le forze di repressione hanno sparato proiettili di gomma contro Zawahra all’interno del carcere di Negev dopo il suo trasferimento dal carcere di Janot-Ramon l’8 giugno scorso. Fin dal momento del trasferimento sarebbe stato sottoposto a perquisizioni corporali degradanti e a violente aggressioni fisiche.
9. Israele costringe gli abitanti di un villaggio presso Jenin ad abbandonare le proprie case
Le forze israeliane, accompagnate da coloni, hanno costretto gli abitanti di Khirbet Asaid, appartenente alla località di Ya’bad nel governatorato di Jenin, a lasciare le loro abitazioni.
La cittadina Suhaila Obeid ha riferito che i coloni hanno fatto irruzione nel villaggio e aggredito i residenti, prima che l’esercito israeliano entrasse nelle case costringendo le quattro famiglie che vi abitano ad andarsene.
10. Centro Palestina: i detenuti di Gaza tra la tortura mortale e la minaccia della pena di morte
Il Centro Palestinese per gli Studi sui Prigionieri ha accusato le autorità israeliane di commettere apertamente crimini di guerra contro i detenuti della Striscia di Gaza, parallelamente ai crimini di genocidio che, secondo il Centro, vengono perpetrati contro la popolazione della Striscia dal 7 ottobre, fino ad arrivare all’uccisione lenta o all’applicazione della legge sulla pena di morte approvata recentemente.
Il Centro ha affermato che i detenuti di Gaza si trovano stretti tra la tortura mortale, praticata fin dal momento dell’arresto e che avrebbe causato la morte di 52 detenuti la cui identità è nota, e la prospettiva dell’applicazione della nuova legge sulla pena di morte approvata dalla Knesset israeliana, che secondo il Centro potrebbe portare all’esecuzione di centinaia di detenuti.
🇮🇹
europee
1. Le autorità italiane impediscono a una deputata italiana di ispezionare un carico di acciaio diretto verso Israele
Le autorità del porto italiano di Gioia Tauro hanno impedito alla deputata Stefania Ascari di accedere a 27 container contenenti acciaio militare, spediti dall’India a favore di Elbit Systems, il più grande produttore di armi destinato all’esercito israeliano.
Movimenti popolari e sindacali italiani avevano precedentemente costretto le autorità a scaricare e trattenere questo carico militare, ritenuto illegale, nei porti di Gioia Tauro e Cagliari per diversi mesi. Tuttavia, Roma finora ha rifiutato di rispondere alle domande fondamentali sul suo destino e ha imposto un completo silenzio sulla vicenda.
A seguito di ciò, il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha invitato ad aumentare la pressione popolare nei porti italiani per impedire definitivamente la partenza del carico, al fine di evitare che questo acciaio venga utilizzato, secondo il movimento, nel sostenere la guerra in corso contro il popolo palestinese.
2. Il Consiglio comunale di Dublino chiede il boicottaggio di Israele nella UEFA Nations League
I membri del Consiglio comunale di Dublino hanno approvato una mozione d’emergenza che invita la Federazione calcistica irlandese a ritirare la nazionale irlandese dalle prossime due partite contro la nazionale israeliana, previste nei mesi di settembre e ottobre nell’ambito della UEFA Nations League.
Il consiglio comunale ha chiesto alla federazione sportiva di mostrare una chiara “leadership morale” e di rifiutare fermamente qualsiasi contributo alla normalizzazione o alla copertura delle azioni israeliane, superando eventuali conseguenze sportive o finanziarie che potrebbero essere imposte dagli organismi internazionali.
3. Proteste a Birmingham contro la sponsorizzazione di Reebok alla Federazione calcistica israeliana
Gli attivisti di Youth Front for Palestine nella città britannica di Birmingham hanno distribuito volantini all’interno di negozi sportivi per protestare contro l’accordo di sponsorizzazione tra Reebok e la Federazione calcistica israeliana.
L’iniziativa di protesta mira a fare pressione sulla società affinché interrompa questa collaborazione, basandosi su rapporti secondo cui alcuni club affiliati alla federazione svolgerebbero attività negli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
4. Il Parlamento irlandese approva una legge che vieta l’importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani
Dublino ha basato la nuova normativa sul parere consultivo emesso dalla Corte internazionale di giustizia nel 2024, che ha dichiarato illegale l’occupazione israeliana della Cisgiordania, di Gerusalemme e della Striscia di Gaza. L’Irlanda diventerebbe così il primo Paese dell’Unione Europea ad adottare un divieto commerciale completo di questo tipo, dopo alcune restrizioni parziali introdotte dalla Spagna in ottobre.
La decisione arriva nel contesto di un’azione politica irlandese volta a esercitare pressione sull’Unione Europea affinché riveda l’accordo di associazione con Israele firmato nel 1995, mentre gli sforzi europei per limitare il commercio con gli insediamenti incontrano difficoltà a causa della mancanza di consenso tra gli Stati membri.
5. Manifestazione a Milano dopo la notizia del peggioramento delle condizioni di salute del dottor Abu Safiya
La mobilitazione in Italia è nata in risposta agli appelli dell’associazione Medici per i Diritti Umani e dell’avvocato del medico detenuto, dopo il suo trasferimento nella sezione “Rakevet” del carcere di Nitzan, mentre si trovava in condizioni critiche, con difficoltà respiratorie e nuovi lividi.
I manifestanti hanno esposto cartelli chiedendo un intervento immediato per salvare la vita di Abu Safiya e garantirgli cure mediche indipendenti. Hanno inoltre condannato quella che hanno definito complicità internazionale e silenzio ufficiale europeo rispetto al continuo attacco contro il personale medico palestinese durante quella che descrivono come una guerra di annientamento.
6. Compagnia ferroviaria britannica vieta ai dipendenti di indossare simboli di solidarietà con la Palestina
La compagnia ferroviaria britannica London North Eastern Railway (LNER) ha vietato ai propri dipendenti di indossare durante il lavoro spille o simboli di sostegno alla Palestina, dopo pressioni legali esercitate dall’organizzazione filo-israeliana UK Lawyers for Israel (UKLFI).
La decisione sarebbe stata motivata dal fatto che l’organizzazione aveva ricevuto una denuncia da parte di un passeggero ebreo che aveva dichiarato di essersi sentito “a disagio” vedendo un dipendente del servizio di bordo indossare una spilla con la scritta “Solidarietà con la Palestina” accompagnata dalla bandiera palestinese, durante un viaggio da Edimburgo a Londra il 14 giugno scorso.
7. Il Partito Nazionale Scozzese accusato di collaborazione con banche che finanziano l’esercito israeliano
La decisione sarebbe stata contestata a causa del coinvolgimento di banche accusate di sostenere e finanziare l’esercito israeliano nell’ambito di un nuovo piano governativo per l’emissione di obbligazioni finanziarie.
Il governo scozzese ha confermato la selezione di nove banche internazionali incaricate di sostenere l’emissione di obbligazioni per un valore di 1,5 miliardi di sterline, prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 attraverso investitori privati.
8. La polizia britannica arresta un’anziana donna per aver espresso solidarietà a Palestine Action
La polizia britannica ha arrestato la reverenda anglicana in pensione Sue Parfitt davanti alla sede di Scotland Yard a Londra, dopo che aveva pronunciato un discorso in occasione del primo anniversario del divieto imposto al movimento Palestine Action e della sua classificazione come organizzazione terroristica ai sensi della legge britannica antiterrorismo.
Il governo aveva vietato Palestine Action dopo che alcuni attivisti avevano preso di mira due basi aeree britanniche, protestando contro il loro presunto ruolo nella fornitura di armi a Israele.
9. Marcia per Gaza a Liverpool si ferma davanti al negozio Lush per riconoscere il sostegno agli attivisti arrestati
La manifestazione si è fermata davanti al negozio per esprimere apprezzamento per il lancio da parte della società di un nuovo prodotto destinato alla raccolta fondi per l’organizzazione “Defend Our Juries”, che sostiene gli attivisti arrestati e perseguiti nel Regno Unito per aver espresso sostegno al movimento Palestine Action contro l’occupazione israeliana e quella che viene descritta come complicità del governo britannico.
I manifestanti hanno elogiato la decisione di Lush di destinare il 75% delle vendite della nuova bomba da bagno “Resilient” al sostegno dell’organizzazione per i diritti umani, definendola una sfida ai tentativi del governo britannico di criminalizzare la solidarietà e vietare i movimenti che cercano di ostacolare le fabbriche di armi israeliane.
Notizie internazionali
20. Attivisti interrompono l’attività di un ristorante di un miliardario americano favorevole a Israele a New York
Attivisti provenienti da New York e Long Island hanno prenotato tavoli all’interno del ristorante “Lulu”, di proprietà del miliardario Marc Rowan, nella zona di Sag Harbor, per denunciare quello che descrivono come il ruolo centrale di Rowan nel sostegno alla guerra contro il popolo palestinese e nella direzione degli sforzi dell’amministrazione Trump volti a reprimere la libertà accademica e i movimenti contrari all’occupazione nelle università.
Gli organizzatori hanno dichiarato che l’iniziativa mirava anche a contestare le pratiche del miliardario Rowan, accusandolo di sfruttare i residenti della zona che protestano contro di lui e di violare le norme relative all’uso del territorio e alla pianificazione urbana a proprio vantaggio.
21. Dennis Kucinich: non si può restare in silenzio davanti alla morte di centinaia di migliaia di persone con il pretesto di una presunta giustificazione biblica
L’ex membro del Congresso degli Stati Uniti Dennis Kucinich ha affermato che la comunità internazionale non può restare spettatrice davanti all’uccisione di centinaia di migliaia di persone in Palestina.
Dennis John Kucinich è un politico statunitense del Partito Democratico. Ha ricoperto l’incarico di membro della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per lo Stato dell’Ohio dal 1997 al 2013. È inoltre diventato il sindaco più giovane di una grande città americana all’età di 31 anni.
22. Proteste in Malesia contro un accordo per l’esportazione di terre rare al Pentagono per timore di complicità nella guerra
Movimenti popolari e gruppi di solidarietà hanno chiesto al governo malese di Putrajaya di respingere i piani di espansione della società Lynas e l’esportazione di elementi delle terre rare destinati al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, mettendo in guardia dal rischio che il Paese possa essere coinvolto direttamente in presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità contro il popolo palestinese e altri popoli della regione.
I manifestanti hanno invitato il primo ministro Anwar Ibrahim a proteggere la sovranità della Malesia e ad agire in conformità con la storica politica del Paese a sostegno della Palestina.
Hanno sottolineato che l’accoglienza della società e dei suoi progetti sarebbe in contrasto con questi principi, oltre a comportare rischi sanitari, ambientali e radioattivi legati alle armi del Pentagono utilizzate a Gaza e in Libano.
